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Ulivi

Un lieve soffio di vento mi accarezza la pelle mentre sono seduto, in silenzio, sotto questo ulivo. Guardo il cielo colorato di un azzurro sibillino e i rami che vi tracciano tanti sorrisi delicati.

Un mare di verde mi sovrasta e mi avvolge e sui muri sconnessi, scaldate da un tiepido sole primaverile, due lucertole litigano e si inseguono… io sono fermo ed osservo quelle creature.

Saltella tra i rami un passero, pigolando e sfuggendo al mio sguardo, ha ali veloci e zampette decise, ma è l’essere più delicato che conosca.

L’erba si lascia andare ad una danza lenta e deliziosa sospinta dal vento e dal sole. I suoi colori restano sempre uguali ma è il riflesso del sole a donare a quell’onda un’ordinata variazione.

Avvolto dalle rughe di questa pianta, trovo un pò di pace con il mondo… Penso a chi vuole dominare questa terra e mi chiedo cosa resterebbe dei suoi dogmi se potesse vedere la realtà con i miei occhi.

Intorno a me, immobili, altri alberi d’ulivo aspettano qualcuno da proteggere e curare, sono in paziente attesa di farsi conoscere da chi li voglia ascoltare.

Incontri e Voci

Passo dopo passo mi muovo ed è questo che mi distingue dagli esseri inanimati. Incontro tanta gente che cammina come me, sorride e chiacchiera vivacemente sulla propria vita e di quello che ha sentito. Persone che si incontrano si guardano, si sfuggono ed esprimono i propri pensieri, ordinatamente.

Il sole inizia a sparire tra i palazzi e le ombre si fanno sempre più lunghe. Ascolto sprazzi di una discussione, sento i brevi silenzi, poi un’altra voce ed un’altra ancora. E’ quasi musica…

Mille finestre socchiuse su questa strada, mille piedi che si muovono seguendo traiettorie casuali, mille pensieri che si incrociano e mille voci che si mescolano e si confondono. In ciascuna finestra vi è una vita ed ogni vita è il tramite per un’altra.

Immetto il mio piede nella piazza ed un leviatano di voci appare innanzi a me, un suono unico immenso e continuo che rimbomba oltre le pareti ed oltre i miei pensieri. Tutti parlano ma la voce è singola, eppure ciascuno non perde il contatto con la propria di voce. Ciascuno parla a qualcuno che ascolta.

Intravedo la molteplicità dei pensieri svelato dall’unicità della voce, ciascuno di noi vive quest’attimo in maniera differente, ha un canale con la propria realtà ed ignora l’insieme che lo sovrasta e di cui fa parte. Ogni voce che sento è univocamente legata alla persona che sta parlando e a quella che ascolta. Gli altri sono esclusi da questa realtà.

La realtà del singolo è parte della massa ma dalla massa viene ignorata. La voce permette di creare dei legami all’interno delle masse.

L’ampolla e il pesce

L’immagine che percepiamo differisce profondamente dalla realtà delle cose. Ignoriamo tutti gli eventi al di fuori di quelli che avvengono nel nostro angolino di mondo. Siamo intrinsecamente limitati dalla non oggettvità della nostra esperienza.
L’esperienza personale è il nostro confine e in base ad essa diamo forma alla nostra realtà, è una membrana che ci avvolge e si sposta con noi, arriva sino a dove riusciamo a vedere, sentire, ascoltare. Il nostro punto di vista è relativo ed assoluto nello stesso momento.
Sapere questo vuol dire capire una parte del mondo.

Capire la propria limitatezza temporale e fisica porta ad avere una visione distaccata della realtà stessa e degli eventi che la influenzano riuscendo a dare il giusto valore alle proprie idee al proprio essere.

Un pesce rosso ruota all’interno di un’ampolla da sempre, è nato, cresciuto, vissuto al suo interno e guarda il suo mondo credendo che sia la realtà, non può avere nessuna conoscenza dell’universo, perchè la sua esperienza è racchiusa all’interno di una piccola ampolla.
Può pensare che esista una stanza al di fuori, perchè ne intravede le forme, può pensare che esistano degli esseri superiori, perchè ogni tanto li intravede quando gli portano il cibo, può avere sentore dell’esistenza del sole, del giorno e della notte…
Ma non può avere una visione oggettiva della realtà… perchè la realtà non è conoscibile da una parte di essa limitata dalle sue stesse regole.

Si può guidare la consapevolezza della realtà? Secondo la mia prospettiva ci sono degli strumenti che riescono a deformare la limitatezza della soggettività umana portando determinate informazioni all’interno del nostro confine umano in determinati momenti.

Alcuni di essi sono attivi, altri sono passivi. Internet mette in evidenza la molteplicità delle realtà e dell’informazione. E’ l’esempio lampante di come le culture possano condividere conoscenza e crescere, altri strumenti come la televisione, i giornali le radio sono strumenti unidirezionali che possono portare in risalto gli eventi in base alle prospettive di chi le conduce.

Un discorso dialettico è l’unico modo reale di modificare la realtà in maniera propositiva.

Parole

Le parole hanno dei limiti e non riescono ad esprimere la realtà. Le parole sono imperfette e non possono descrivere il nostro essere. Io parlo, o almeno provo a parlare, cercando di far capire ciò che sono, quello che penso e quello che sento.

Ogni concetto che esprimiamo non è altro che un’immagine indotta dalla nostra esperienza, ogni parola che pronunciamo è una rappresentazione sonora di un nostro concetto. I concetti che sono dentro di noi sono profondamente differenti da quelli di chiunque altro, perchè scaturiti dalla nostra conoscenza del mondo e dalla nostra prospettiva.

Ciascuno di noi ha un’immagine non oggettiva della realtà e sceglie con cura, in maniera inconscia, come descrivere questa immagine in base alla propria evoluzione ed alla propria esperienza.

Attribuiamo alle parole più valore di quanto ne possano realmente avere. Esse sono delle rappresentazioni simboliche di concetti che sono stabiliti dall’individuo in base alle proprie esperienze.

Il fraintendimento, in una discussione, nasce dalla differenza che vi è tra il mio concetto di realtà e quello degli altri mentre in un giusto confronto dialettico l’incontro tra due visioni può portare ad un completamento della concezione stessa di realtà.

Ciottoli

Ciottoli colorati che cambiano ad ogni onda, infinite monadi di una realtà estesa e caotica che varia al minimo variare di ognuna di esse. Ogni mio passo modifica la realtà di questa spiaggia, ogni onda che arriva modifica la realtà dei miei passi.

Siamo parti di uno stesso sistema, in continua evoluzione, e ci condizioniamo vicendevolmente. Ogni sensazione che proviamo è fondamento del nostro comportamento, ogni nostro comportamento porta una modifica al sistema e a ciò che ci circonda.

Siamo una fonte infinita di variabili, possiamo prevedere alcuni risultati di ciò che facciamo, ma l’effetto totale di ogni nostra azione porta delle modifiche tanto radicali da rendere impossibile qualunque tipo di previsione sulle variazioni nel sistema circostante.

Il numero di variabili che generiamo nel sistema è praticamente infinito e ad ogni nostra azione la realtà genera un numero uguale e contrario di variabili per bilanciare il proprio stato, questa regola vale per ogni essere vivente e non vivente.

Il sole, in lontanza, sembra immutabile ed infinito, isolato nel vuoto di uno spazio eterno, le mie azioni non sembrano influenzarlo. Rifetto sui sassi e mi rendo conto di vivere all’interno di questo sistema definito e limitato. Ho l’impressione di trovarmi sul più piccolo dei sassolini di questa spiaggia… l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo convivono in me…

Rumori

La televisione dei vicini, susurra e si agita, io sono in silenzio, non capisco cosa dice. In tutte le case si vive una singola vita che non è la propria. Scorrono in lontananza le auto, ripetitivamente e senza motivo. Scorrono pedissequamente lungo un tragitto definito, creato da altri, inseguendo la propria libertà.

Una sedia si muove, impercettibilmente, la sento vibrare sopra di me, rompendo un ordine scritto, definito su un copione, di una vita programmata, giorno per giorno. Immagini che ogni giorno influenzano la nostra vita, suoni che penetrano nella mente togliendo la possibilità di essere ciò realmente siamo.

Viviamo una realtà condizionata, influenzata da un cannone unidirezionale di immagini e di concetti, siamo liberi di scegliere in un campo ben definito di opzioni. Ogni suono, ogni concetto, ogni immagine ci trasmette un messaggio spontaneo, intrinseco all’immagine stessa. L’immagine ed il concetto non sono scindibili.

Non vi è segnale che riceviamo che non contenga un messaggio per il nostro modo di essere ed in ogni momento associamo dei concetti ad altri concetti. l’ostentazione del sesso, del denaro, dell’estetica e delle immagini non sono altro che la più vera manifestazione di una concezione strumentale dell’esistenza.
Ogni volta che ad esse si china la ragione nascono dei cortocircuiti razionali e l’uomo china il proprio essere a l’immagine decadente ed appiattita dell’idolatria.

La meraviglia della vita è guardarsi intorno e scoprire che le scelte sono infinite e non vi è nulla di più bello che compierne una consapevolmente e con decisione. La nostra forza e nostra bellezza sono racchiuse nel vigore con cui manifestiamo il nostro modo di essere e di sentire.

Nuvole

Tutto quello che vediamo è un’immagine, rarefatta, di ciò che effettivamente è, Siamo dei semplici osservatori, che guardano al mondo da una prospettiva e da un punto di unico e nulla di ciò che vediamo o sentiamo è realtà. Siamo autori di un quadro imperfetto, la nostra vita, che si colora in base a quello che facciamo ed in base a come lo facciamo, siamo noi gli autori di questa singola opera d’arte che è la nostra vita.

Lasciamo un segno dietro di noi, fatto di azioni, di ricordi e di pensieri che lentamente si diradano e svaniscono. Viviamo questa vita, nella consapevolezza di non poter conoscere altro al di fuori della nostra prospettiva. Siamo spazialmente e temporalmente limitati e non vi è rete sufficientemente vasta che ci permetta di conoscere la realtà nel suo insieme.

Siamo su un piccolo, fragile pianeta disperso in un’universo dinamicamente stabile… ci proponiamo ad esso, nella nostra incosciente piccolezza e mediocrità, cercando di sopravvivere a noi stessi.

Sopra di noi osservo scorrere, mestamente, le nuvole. Nessuno le guarda o le ascolta, ma loro vanno, non curanti della nostra rabbia o della nostra gioia. Batuffoli di colore di cui voglio ignorare la natura, di cui non voglio definire la formula, sono lì da millenni immutati e sempre diversi. Sono io a dar loro forma, in base ai miei desideri, in base alla mia prospettiva.

Una giornata di sole

Godersi la vita, scoprire di avere tutto cio di cui si ha bisogno, nelle proprie mani. Scoprire, nella solitudine, la gioia di essere inevitabilmente immutabili.

Il sole è eterno, solitario, immenso e caldo. Il sole è vita, prima di essere energia. Il sole è gioia, forza della natura e natura della forza, il sole è quell’attimo in cui un sorriso ti scalda. Il sole è voglia di conoscere e di donare se al mondo.

La terra è amore, un eterno, immenso e docile atto di amore, della natura, nei confronti delle proprie creature. la terra è ventre di madre che ci lega a lei come cuccioli in attesa di nascere. La terra è solitudine, solitudine calda che ti tiene affianco a se e dona calma e silenzio.

Il fiume è vita, che ti scorre dentro, è frescura d’inverno che si scalda e ti raffredda al tatto. Il fiume è uomo che scorre oltre i rami ed i sassi, lungo un percorso che lui stesso decide. Il fiume è chiarezza e musica che penetra nel cuore, donando pazienza.

Il vento tra le foglie è voce che parla del mondo e dei suoi profumi, è un ritmico bisbigliare di cose lontane e belle. E’ voce della terra, che ti chiedere di guardare a te stesso ed al mondo con occhi d’amore. Il vento è voce di sè che ricorda il passato e ridona il presente.

Uomo, caduco ed imperfetto, oltre la siepe e le colline, mi riscopro, donandomi al mondo…