Tutto quello che vediamo è un’immagine, rarefatta, di ciò che effettivamente è, siamo dei semplici osservatori, che guardano al mondo da una prospettiva e da un punto di unico e nulla di ciò che vediamo o sentiamo è realtà. Siamo autori di un quadro imperfetto, la nostra vita, che si colora in base a quello che facciamo ed in base a come lo facciamo, siamo noi gli autori di questa singola opera d’arte che è la nostra vita.
Lasciamo un segno dietro di noi, fatto di azioni, di ricordi e di pensieri che lentamente si diradano e svaniscono. Viviamo questa vita, nella consapevolezza di non poter conoscere altro al di fuori della nostra prospettiva. Siamo spazialmente e temporalmente limitati e non vi è rete sufficientemente vasta che ci permetta di conoscere la realtà nel suo insieme.
Siamo su un piccolo, fragile pianeta disperso in un’universo dinamicamente stabile… ci proponiamo ad esso, nella nostra incosciente piccolezza e mediocrità, cercando di sopravvivere a noi stessi.
Sopra di noi osservo scorrere, mestamente, le nuvole. Nessuno le guarda o le ascolta, ma loro vanno, non curanti della nostra rabbia o della nostra gioia. Batuffoli di colore di cui voglio ignorare la natura, di cui non voglio definire la formula, sono lì da millenni immutati e sempre diversi. Sono io a dar loro forma, in base ai miei desideri, in base alla mia prospettiva.





Ciao Rico, ti mando i commenti in seguito. Nel frattempo mi piacerebbe comprare il libro, ma non ci capisco niente con internet: mandamelo lo stesso o spiegami qualcosa.
Soprattutto mandami il tuo indirizzo di posta elettronica.Per il momento un bacio da….tua zia …purtroppo per te. Ciao.
Ricevuto?
Leggo un bisogno d’infinito e il desiderio di abbracciarlo.
Mi fa venire in mente Sant’Agostino che diceva che “il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te” e Sa Paolo che dice che “ora vediamo come in uno specchio, ma allora verdremo faccia a faccia”. Ma non so se c’è speranza di abbraccio. Ti auguro di si.