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Archive for giugno 2008

Il gabbiano


Apre lentamente le ali, si guarda intorno e con due rapidi colpi s’innalza. Mostra la sua forza all’uomo ma l’uomo non si cura più di essa, si mostra in volo, ma l’uomo ha conosciuto anche quello ed in lui non suscita meraviglia. Creatura immensa che cerca di mostrare la sua forza e la sua bellezza.

Affacciato su questo balcone osservo il mare sotto di me e mi sovviene per un attimo un pensiero. Sono creatura del mondo e in quanto tale ho i miei limiti. Non conosco la sensazione del volo, se non tramite di attrezzi meccanici, non conosco la quella sensazione di libertà, perchè il mio corpo è vincolato dalla gravità.
Ogni movimento del mio corpo, come quello del gabbiano, ha degli effetti sulla realtà circostante ed ogni mio respiro varia lo spazio intorno a me. Gli effetti dei miei movimenti sono differenti in base alle modalità stessa del movimento che compio.

Bilanciare una freccetta nel gioco del tiro a bersaglio è un continuo manifestarsi di questa realtà. Conoscere la freccetta ed il suo peso, ignorare il rumore, valutare la distanza, la traiettoria,la temperatura dell’aria, il movimento del braccio ed il punto in cui lasciare la freccetta.

Ogni minimo errore di valutazione ed ogni minima interferenza portano un errore macroscopico nell’effetto del lancio.

Mi incammino verso la spiaggia, mi tolgo i sandali e poso i miei piedi sulla sabbia tiepida. Mi avvicino alla riva e continuo a camminare per alcuni metri. Il mare calmo si increspa leggermente ad un soffio di vento. Cammino ancora e sulla spiaggia vedo un ciottolo appiattito: mi chino e lo raccolgo.

Guardo il mare, ancora piatto, allungo il piede destro sulla sabbia bagnata, piego il gomito ed il ginocchio destro per imprimere forza al movimento, muovo il capo con decisione. La mano, con l’indice dritto come un grilletto, imprime un senso rotatorio alla pietra. In un millesimo di secondo sospendo il respiro, decido di lasciare andare sasso e chiudo per un decimo di secondo gli occhi… un salto curvo… pluff!

Ogni movimento ha degli effetti in base a come viene effettuato.

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Serena


La natura si distende piano, al sorgere del sole, e si scopre lentamente ai miei occhi. In silenzio guardo il cielo che riprende il suo colore e sorrido vedendo le prime rondini che si inseguono.

Un immenso mare biondo si mostra sonnolento e si risveglia pigramente. Sento il ronzio di esseri piccolissimi che si cercano, giocano e a cui, forse, spetta un solo altro giorno di vita.

Ai miei piedi la microscopica fretta di migliaia di formiche che si inseguono, vivono e cercano un futuro per il proprio essere. Ciascuna di esse ha un senso solo se inserita all’interno di una società.

Sento che si muove qualcosa tra i rovi. Non riesco a capire cosa sia e per questo, mancandomi la possibilità di vedere, rimango con uno strano senso di dubbio… una lucertola, un serpente o un topo? Mi chino per riuscire a scovarlo…

L’aria è calda ed accogliente, la terra si mostra con i suoi colori più belli e mi porta gioia nel cuore, il sole resta tiepido e rischiara quest’attimo di pace. Gli animali ed il vento mi restituiscono la curiosità della scoperta…

La mia vita scorre, anche oggi, serena.

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