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Archive for agosto 2008

Barocco


Nudo, con l’acqua che mi accarezza e mi rinfresca goccia a goccia, lavandomi dalla stanchezza di un’estate mai iniziata. Guardo il mio corpo e la sua imperfezione. Vedo una dimensione di me stesso che ho cercato di ignorare e nascondere.

Sono un uomo e mi rendo conto che il tempo sta lasciando sul mio corpo segni che non potrò mai cancellare. Giorno per giorno, attimo per attimo la mia vita scorre ed ogni sensazione mi cambia radicalmente.

Nonostante il non mutare interiore al di fuori del mio essere sento scorrere la vita e le mani mi sembrano sempre più stanche.

Vado verso lo specchio, mi guardo ancora una volta il viso e noto delle rughe che si scavano ogni giorno il proprio percorso su di esso. Penso di voler nascondere il passare del tempo e di voler posare sulla mia pelle qualcosa che nasconda ai miei occhi e a quelli degli altri il naturale scorrere del tempo.

La necessità delle finzione nasce nel momento in cui la bellezza viene estrapolata dalla sua dimensione relativa ed il giudizio estetico risulta essere il primo e il più inamovibile dei giudizi. Mi rendo conto che la contrapposizione tra apparire ed essere è una contrapposizione tra due modi opposti di osservare la realtà.

Apro il rubinetto, mi lavo energicamente il viso e lo asciugo con uno straccio… Quello che voglio mostrare di me al mondo è la più ruvida delle mie realtà.

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