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Archive for novembre 2008

Un vetro bagnato


Un vetro bagnato mi separa dalla pioggia che cade dolcemente su una distesa sterminata di onde e di solitudine. Osservo scorrere lentamente le gocce su di esso e seguo le loro scie creare meravigliose decorazioni.

Il mare, docile ma non fermo, si increspa, si agita e si contorce sospinto dalle correnti e da una lieve brezza contraria. E’ vivo e fa ondeggiare lentamente, come foglie accarezzate dal vento, le barche ed i pescherecci che sono posati su di esso.

La pioggia riempie il porto della sua umidità e del suo grigiore mentre tutto sembra immensamente spoglio e triste, le gocce si perdono nell’immensa distesa di acqua che mi si para davanti e lasciano andare quella parvenza di vita che le accompagnava.

Sono fermo, come incantato, ed un brivido di freddo percorre la mia schiena quando sollevo il mio sguardo.

I gabbiani, come immensi aquiloni, sorvolano il porto e, nonostante la pioggia ed il freddo, sembrano giocare tra loro . La pioggia li tocca e li bagna, ma continuano incuranti a volare. Mi vedo come un passero infreddolito e spaventato protetto da un ramo e capisco che il posto più sicuro per loro.

Sento un altro brivido che più forte percorre l’anima penso alle loro ali spiegate ed alla loro forza:

Rifletto sulla loro natura e mi rendo conto che un gabbiano è nato per essere in volo. Lo stare al riparo, goffamente, dalla pioggia è lontano da ciò che realmente sono…

Il gabbiano anche nei momenti di maggiore fragilità deve tornare a volare…

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