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Archive for febbraio 2009

Pensieri


Mi giro e mi rigiro nel letto, osservo una luce che traspare oltre le veneziane, chiudo gli occhi e rifletto…

Rifletto sul mio modo di concepire il pensiero, osservo il mio pensiero che ha come oggetto se stesso.

Cerco, senza riuscirci, di dividere il concetto dalla parola pensata. Concetto e parola convivono nella mia mente e quindi l’immagine richiama indissolubilmente la parola.  Cerco, inutilmente, di separare ciò che la mia mente è abituata a custodire unitamente.

Penso attraverso le parole ma la parola mi appare come concetto e quindi come realtà, oggettivamente per me che la pronuncio la parola è realtà.

Un bambino appena nato osserva il mondo senza avere l’uso della parola. Non può comunicare, non può definire, non può collegare. Non possiede ancora il dono o il vincolo della parola e quindi non può pensare, oggettivamente, tramite essa.

Mi rendo conto di pensare diversamente rispetto ad un bambino. Perchè il mio pensare la realtà non è altro che un concatenarsi di parole che si susseguono, sensazioni reali che si tramutano attraverso i miei sensi in parole.

Penso al momento in cui la mia mente ha abbandonato la naturalezza del primo pensiero è capisco di aver cambiato il mio modo di pensare quando ho pronunciato la mia parola: “mamma”.

In quel momento ho dato, senza rendermene conto, la mia prima definizione ed ho iniziato a pensare per mezzo delle parole. Mi chiedo se la lingua con cui si pronuncia una parola condizioni l’esistenza dell’individuo…

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Libreria


Col capo chino osservo, posati ordinatamente sugli scaffali, decine di libri esposti in attesa di un cuore che voglia ascoltare l’idea dell’autore. Guardo, silenziosamente, le copertine che, immobili, cercano di comunicare in un’immagine il pensiero che ha sollecitato quel limitato insieme di parole.

Leggo i titoli, come perso, in attesa di trovare qualcosa che mi susciti un’emozione e guido questa mia  piccola imbarcazione in questo immenso oceano di pensieri.

Le parole si mescolano e si confondono, le parole si collegano e trasmettono  sogni o illusioni. Questi trattati descrivono la realtà con una serie infinita di immagini e concetti che si collegano secondo l’intendimento dell’autore.

Allungo la mano, attratto da un volume e poso la mia mente sulla sua copertina… simulacri e simulazioni mi appaiono come una realtà che simula se stessa ai suoi occhi, che descrive un’illusione di se stessa utilizzando il mezzo imperfetto e limitato della scrittura.

Tutto ciò che accade è realmente simbolo di una realtà oggettiva, tutto ciò che sento è illusione della mia comprensione del mondo.

Alzo il mio sguardo sul universo che mi circonda e vedo la gente che con lo sguardo chino, rinchiusa nel proprio mondo, alla ricerca di un’idea da adottare ed una conoscenza da comprendere.

Barchette che navigano cercando un temporaneo approdo per le proprie illusioni. Perso in questo mare vedo la mia dolce terra che, con occhi sospettosi, si avvicina e mi sorride…

Osservo il nostro vagare e capisco che l’unica risposta che valga la pena di trovare alla vita è la propria. L’unico libro di cui si ha realmente bisogno è quello che si vive ogni giorno…

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