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Archive for aprile 2009

Il preservativo non serve


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17 marzo 2009: in partenza da Roma, diretto a Yaoundé, capitale del Camerun, Papa Benedetto XVI annuncia a tutto il mondo che il dramma dell’ Aids “non si può superare con la distribuzione di preservativi, che al contrario aumentano il problema”. Le affermazioni del Pontefice, molto incaute e imprudenti, hanno scatenato l’ira e l’indignazione della popolazione occidentale, compresa maggior parte dei cattolici. Grande è stato infatti per questi ultimi l’imbarazzo davanti a una simile dichiarazione: condannando l’ uso dei preservativi, Benedetto XVI non solo ha dimostrato l’ insistenza nel sostenere un’ idea (quella dei rapporti sessuali finalizzati esclusivamente alla riproduzione) ormai quasi del tutto superata, ma anche la sua mancanza di senso pratico e di concretezza.

Innanzitutto, come hanno ribadito medici e studiosi, l’utilità dei preservativi nella prevenzione dell’Aids è scientificamente provata. Appare dunque insensata, se non addirittura segno di ignoranza, la convinzione che essi possano aumentare il problema: il Pontefice può anche essere contrario all’ utilizzo dei contraccettivi, ma mettere in dubbio la loro funzione… Qui le possibilità sono solamente due: o davvero Benedetto XVI non ha capito come funzionano i preservativi, o ha parlato inopportunamente. E ciò sarebbe comunque alquanto ridicolo: un Papa che parla senza pensare? Deve rappresentare milioni di credenti e non pensa a quello che dice?

Benedetto XVI sostiene inoltre che per combattere l’ Aids la soluzione giusta sia un “rinnovo spirituale e umano della sessualità”. Già. Belle parole. Ma che cosa significano? Vuol forse farci riflettere sul fatto che sesso e amore devono andare di pari passo? Ci sta forse dicendo che i rapporti sessuali non devono aver luogo al di fuori della coppia? Va bene, giustissimo, chi vuole ha il diritto di pensarla così. Però papa Benedetto non ha fatto bene i calcoli con la realtà: in molti paesi dell’ Africa esiste ancora la poligamia, la prostituzione è diffusa a causa della mancanza di soldi e in molti casi la donna è considerata inferiore all’ uomo. Il cambiamento verso questo “rinnovo della sessualità” di cui parla il Pontefice può essere un obbiettivo da porsi, ma esso non verrà raggiunto domani: ci vorrà del tempo, e nell’ attesa che cosa dobbiamo fare? Sacrifichiamo tutte le vittime dell’ Aids aspettando che gli eventi facciano il loro corso?

Francia, Belgio e Germania hanno espresso le loro discordanze con le parole del Pontefice, la Spagna ha addirittura annunciato che invierà in Africa un milione di preservativi.

E l’ Italia? Che posizioni ha preso il nostro paese?

Attraverso il ministro degli esteri Frattini l’ Italia ha detto “di non voler commentare le parole del Papa”. Ottima scelta, la migliore che si potesse prendere. Non sbilanciamoci mai, chissà cosa rischieremmo.

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P.S. Vignetta e articolo pubblicati su un giornale (L’urlo) redatto dai ragazzi del “Liceo Beccaria” di Milano e censurati (democraticamente) dalla preside e dalla stampa italiana e da alcuni bigotti benpensanti.

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