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Archive for maggio 2009

Panta Rei


Tutto scorre, come un fiume impetuoso che trascina con la forza ogni cosa… è la realtà della vita e del tempo che in ogni attimo viviamo senza sosta, in attesa che venga un attimo nuovo da vivere con più energia. Ed il tempo scorre…

Sono fermo, per quello che mi è possibile, in riva al mare e guardo le onde che si posano dolcemente sugli scogli e gli accarezzano. Il mare, vivo ed instancabilmente in movimento, mi ricorda che intorno a me nulla e fermo.

Tutto scorre, inesorabilmente, il tempo, la vita, l’amore… e tutto ciò che conosciamo è in ogni momento uguale e diverso da ciò che era prima. La corrente che mi spinge al cambiamento è forte…

Faccio un respiro, osservo le persone che sono vicino a me, e scarico la mia forza nel movimento delle gambe… attraverso l’aria ed in un attimo sono immerso totalmente nell’acqua. Assecondo la mia necessità di aria, sospingendo il mio corpo verso l’alto. Dopo due colpi di gambe mi ritrovo ad osservare la terra dal mare…

Il mondo ora scorre intorno a me… non sono fermo e vivo questa immensità indefinibile di realtà che mi circondano… non riesco a trovare punti d’appoggio, aldilà della forza delle mie gambe e delle mie braccia. Il mare si muove ed insieme a lui il mio corpo, tutte le mie certezze non ci sono più.

Ed eccola li la terra, ferma ed immobile. In attesa di una nuova onda che l’accarezzi e del mio piede che la calpesti… tutto ciò che scorre, scorre nelle sue venature e nei suoi spazi. La terra, relativamente, deve essere ferma per impedire che dal movimento si generi il caos.

Eppure tutto ciò che mi circonda, eccetto la terra, scorre…

Aggrappo le mie mani su alcune sporgenze, muovo con forza le gambe e cerco di arrampicarmi, senza appoggi, alla scogliera… poso un ginocchio sullo scoglio ma scivolo… vedo del sangue scorrere e noto che, ben ferme sugli scogli, migliaia di cozze nere hanno deciso di fissare le proprie “radici” sulla riva di questo mare…

Mi rendo conto che, in genere, non tutto ciò che circonda la mia realtà è in movimento e spesso sono io a non dare importanza a ciò che è fermo intorno a me…

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Il momento…


Sei qui, di fronte a me. Vorrei abbracciarti, stringerti, sorridere per dirti che mi hai fatto preoccupare… Ma non è più il momento.

Le luci della città che si riflettono sul porto si inarcano dolcemente… vorrei parlare loro dei tuoi occhi e della dolcezza delle tue mani, vorrei parlar loro per fargli scoprire la bellezza della tua pelle, vorrei mostrare loro un tuo sorriso e la luce che porta nel mio universo. Ma non è questo il momento…

Mi guardi e mi continui a parlare del nostro passato, delle tue nuove strade, della tua nuova vita e della tua voglia di ricominciare. Mi dici che non vuoi più soffrire… Ti chiedo se sono stato io la causa delle tue sofferenze ed alla fine causa ed effetto si mescolano nelle tue parole, si imbrogliano creando un intrigo che non riesco più sciogliere.

Io guardo il mare, guardo la terra sotto di me e l’infinito che mi si para davanti… dentro di me sento un vuoto che potrebbe contenere l’universo. Mi perdo nella mia anima e nei tuoi occhi… Infuocati di rabbia. Non è questo il momento di parlare d’amore…

Dopo mille parole che ci dicevano di noi, mi ripeti, infine, che le parole non possono cambiare le cose e che continuerai per la tua strada, cercando te stessa e qualcuno che sia migliore di me… Io resto in silenzio. Non è più il momento di parlare neanche di noi…

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