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Aria


Essere che è ovunque e non si muove.

Entra nel corpo ad ogni respiro

Ribolle nel sangue ad ogni battito del cuore.

Ad ogni sospiro incatena a questa vita,

Vibra al tremare d’ogni corda

Punge quando non basta il calor che l’accarezza.

Forma d’arte che allo schioccar delle dita crea armonia.

Essenza vitale che pervade e non possiede…

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Concetti statici e dinamici


I concetti che esprimiamo sono indissolubilmente legati alla realtà, o meglio al nostro modo di vedere la realtà stessa. Siamo noi a decidere quale sia il legame che vi è tra una parola e l’oggetto di cui parliamo.

In questo rapporto univoco tra concetto ed oggetto vi è la mano creativa dell’uomo che riesce a dare delle sfumature di significato in base alle necessità dialettiche ed alla propria esperienza.

Alcune parole, invece, sono fondamentalmente slegate da un significato reale e possono assumere dei significati molto meno delineati rispetto ad altre.

I concetti di cane, di gatto, di casa, di tetto sono logicamente collegati ad un oggetto e, in base alle esperienze oggettive di ciascuno di noi, rievocano delle immagini ben delineate. Questi concetti possono essere considerati statici perché indicano sempre un oggetto non variabile.

La variazione di significato tra più individui, relativamente hai concetti statici, è dovuta alla variazione di immagini richiamate dal singolo individuo nell’elaborare tali concetti.

Le parole che indicano questi concetti non possono essere utilizzate in maniera flessibile in quanto il concetto di base è condiviso ed è un oggetto reale ed effettivamente esistente. Quello che cambia è l’immagine che l’individuo crea nel momento in cui ha assimilato il concetto.

Immagine e concetto sono due entità diverse: la prima è individuale la seconda è invece una convenzione logica indicante un oggetto nella realtà.

Quando riflettiamo non facciamo altro che collegare una serie di concetti. L’errore in un ragionamento si ha quando si collegano i concetti ignorando la realtà degli stessi.

Alcune parole invece sono delle vere e proprie trappole logiche: la bontà, la giustizia, l’amicizia, la patria, il passato, la cattiveria, la bellezza, la stupidità, il futuro e tutti quei concetti che sono slegati dalla oggettività dell’esperienza umana sono delle convenzioni create dall’individuo e dalla comunità degli individui.

Questi concetti sono molto più dinamici e vivi in quanto essi scaturiscono totalmente dall’esperienza soggettiva dell’individuo e dal confronto dialettico. Sono totalmente legati alla soggettività e scaturiscono un’insieme di immagini che può variare da individuo ad individuo.

Le variazioni di significato nei concetti dinamici hanno una radice più profonda. Nei concetti dinamici è l’individuo a definire il concetto stesso e a modificarlo. Non vi è nessuna base oggettiva ma il concetto stesso è una convenzione soggettiva tra più individui. Questa non riconducibilità ad immagini del concetto rende molto difficile la creazione di valori oggettivi ed universali per tali parole in contesti sociali molto ampli.

Ciascuno di noi ha un’idea soggettiva di tali concetti che è stata plasmata con il passare del tempo in base alle proprie esperienze. La dinamicità di tali concetti è tale che all’interno di una singola discussione si può variare incosapevolmente la propria concezione degli stessi.

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Parole


Le parole hanno dei limiti e non riescono ad esprimere la realtà. Le parole sono imperfette e non possono descrivere il nostro essere. Io parlo, o almeno provo a parlare, cercando di far capire ciò che sono, quello che penso e quello che sento.

Ogni concetto che esprimiamo non è altro che un’immagine indotta dalla nostra esperienza, ogni parola che pronunciamo è una rappresentazione sonora di un nostro concetto. I concetti che sono dentro di noi sono profondamente differenti da quelli di chiunque altro, perchè scaturiti dalla nostra conoscenza del mondo e dalla nostra prospettiva.

Ciascuno di noi ha un’immagine non oggettiva della realtà e sceglie con cura, in maniera inconscia, come descrivere questa immagine in base alla propria evoluzione ed alla propria esperienza.

Attribuiamo alle parole più valore di quanto ne possano realmente avere. Esse sono delle rappresentazioni simboliche di concetti che sono stabiliti dall’individuo in base alle proprie esperienze.

Il fraintendimento, in una discussione, nasce dalla differenza che vi è tra il mio concetto di realtà e quello degli altri mentre in un giusto confronto dialettico l’incontro tra due visioni può portare ad un completamento della concezione stessa di realtà.

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