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Da oggi il Prospettive inizierà una parentesi culturale che durerà fino a quando questa mia persona avrà la forza di resistere al sistema Sud.

Il sistema Sud è un moto spontaneo, un modo di pensare intrinseco alla cultura di gran parte del Sud d’Italia è , fondamentalmente, un sistema per mantenere lo status quo, l’equilibrio, all’interno della società stessa. Un sistema per impedire qualunque moto di cambiamento… Il sitema sud è la causa principale delle “emigrazioni di massa” dei giovani dal sud. Il sistema sud è racchiuso nella frase “giù da noi non c’è lavoro e le cose non si possono cambiare”.

In generale si può dire che ogni tentativo di cambiare tale sistema è vano, perchè non è qualcosa di artificiale, ma una manifestazione intrinseca della “piangeria” del sud. Fondamentalmente è un’autodifesa del sistema di potere gerontocratico e gerarchico del sud, che ci fa nascere nella convinzione che l’unico modo per sopravvivere al sud è adeguarsi al sistema o emigrare.

Oggi parlerò di una piccolezza che mi è accaduta oggi che sul momento mi è apparsa banale… ma che banale in realtà non è…

Sto da alcuni giorni cercando di avviare una piccola attività di informatica, l’unica cosa che adorerei fare da tempi immemorabili. Sviluppo di siti web, Assistenza informatica (poco per evitare ), un servizio “innovativo” di pronto soccorso informatico su 24 ore per aziende, e corsi di informatica.

L’idea di organizzare corso di informatica mi sarebbe piaciuta e ne ho parlato con una persona, visto che l’avevo scritto sulle mie semplici broshures.

Tra una cosa e l’altra è capitato di chiacchierare un pò su come gestire l’attività e, magari, di come organizzare i corsi.

Questa persona (una persona che comunque stimo molto)  mi ha dato due “dritte” che sul momento mi sono sembrate anche accettabili, ma che poi, col passare del tempo, hanno svelato un lembo della “cupola” che racchiude il Sud:

  1. Riguardo all’attività che sto avviando dovrei cercare di mettermi d’accordo con gli altri operatori del settore in modo da non avere prezzi troppo competitivi;
  2. Riguardo hai corsi, invece, mi ha suggerito di organizzare i corsi di informatica e di proporli al Comune per essere finanziati in modo da renderli gratuiti a chi partecipa (io invece stavo pensando di organizzare i corsi per conto mio (a pagamento) e affittare la saletta del comune che è l’unica ad avere una  struttura sufficentemente avanzata – almeno per ora).

In un primo momento i suggerimenti mi sono sembrati validi dal punto di vista razionale, perchè mi evitavano conflitti con gli altri operatori e mi rendevano facile e remunerativo avviare dei corsi di informatica avendo anche il supporto del comune.

Questa sera, osservandoli da un’altra prospettiva, mi si è palesata una differente interpretazione…

La domanda che mi sono posto è “perchè?”.

Per quale motivo dovrebbe essere il comune a pagare dei corsi di formazione informatica per una decina di persone? Perchè dovrei sottrarre dei soldi a tutti, che potrebbero servire per sistemare le strade o diminuire il debito, per fornire dei servizi a quei pochi che usufruiscono dei miei ipotetici corsi? Quale beneficio ne trarrebbe il comune da tali corsi? Seconda domanda che mi sono posto, “ma quello che so quanto vale?” Se dovessi accettare l’idea che il comune paghi i miei corsi perchè la mia conoscenza sia gratuitamente disponibile… A questo punto il valore che, chi mi sta accanto, darebbe alla mia conoscenza ed alla mia persona è pari allo zero.

Di corsi di informatica gratuiti ne ho fatti, e ne farò altri (se ne avrò la possibilità), ma non dovranno essere pagati da nessuno e soprattutto saranno su argomenti e con persone che eticamente ne hanno bisogno.

Per quanto riguarda il mettermi d’accordo con gli altri operatori del settore, avevo già in parte organizzato i miei servizi in modo tale ridurre al minimo la sovrapposizione del mio campo con quello di altri.

Ovviamente qualche servizio non può non incrociarsi perchè l’ambito informatico a questo livello ed in questo ambiente è abbastanza ristretto. Ma quello a cui puntavo ed a cui continuo a puntare è una sana collaborazione negli ambiti in cui ciascuno di noi è carente. In modo da integrare i servizi forniti da ciascun azienda ed espanderci a livello globale.

Reputo invece sbagliato accordarsi su un costo standard di servizio, per 3 motivi:

  1. Il cliente ci perde perchè si trova in un mercato falsato da regole di mercato falsate.
  2. Il Negoziante ci perde perchè il servizio che offre non viene valutato per il valore effettivo.
  3. La società stessa ci perde, perchè il mercato resta fondamentalmente stabile e non vi è la possibilità di miglioramento o di espansione. Per questo la società tenderà a tagliare fuori le nuove generazioni da un mercato che tendenzialmente dovrebbe favorire le nuove generazioni.
  4. Si espone il mercato alla colonizzazione daparte di grandi aziende esterne, che difficilmente entrano a patti con i piccoli imprenditori.

A breve inizierò ad organizzare i miei primi corsi base di informatica a Calimera. Molto probabilmente saranno dei fallimento perchè chiederò il pagamento di una quota di partecipazione (soprattutto per l’affitto della saletta e per giustificare il mio lavoro).

Io, nonostante tutto, continuo ad andare avanti per la mia strada… Qualcuno, spero,  inizierà a capire…

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